Homepage link
Tutte le news

Biennale Tecnologia 2026 – Politecnico Aperto

Biennale Tecnologia 2026 – Politecnico Aperto

17 aprile 2026 – il Dipartimento di Scienza applicata e Tecnologia DISAT apre le porte dei suoi laboratori alle scuole e alla cittadinanza

Quando l’ingegno diventa soluzione: il DISAT apre le porte dei suoi laboratori tra storia e innovazione

In occasione di Biennale Tecnologia 2026, il Politecnico di Torino ha rinnovato l’appuntamento con Politecnico Aperto, l’iniziativa che permette al pubblico di entrare nei laboratori per scoprire dove la ricerca prende forma. Giovedì 16 e venerdì 17 aprile, il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia (DISAT) ha accolto i visitatori con un percorso speciale dedicato alla sua Collezione storico-scientifica.

L’evento, articolato su quattro turni, dal titolo “Quando l’ingegno diventa soluzione: principi fisici e applicazioni per la vita di tutti i giorni”, ha voluto dimostrare come la scienza non sia un concetto astratto, ma una risposta concreta ai bisogni dell’umanità, in linea con il tema portante di Biennale Tecnologia.

Ad accogliere i visitatori – tra cui molti giovani e curiosi – sono stati i ricercatori del dipartimento, affiancati dal fondamentale supporto degli studenti borsisti part-time e dei referenti per la conservazione delle collezioni storiche. Insieme, hanno guidato il pubblico in un viaggio nel tempo, mostrando oggetti che, nati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per le esercitazioni dei corsi di Fisica per Ingegneri, rappresentano ancora oggi le basi delle moderne tecnologie.

Non si è trattato di una semplice esposizione statica. I visitatori hanno potuto assistere a piccole dimostrazioni pratiche, osservando il funzionamento di strumenti e prototipi appartenenti al patrimonio storico-scientifico dell’Ateneo.

Questi oggetti, recentemente catalogati e riorganizzati, testimoniano come le sfide ingegneristiche e architettoniche del passato abbiano trovato risposta in principi fisici applicati. Dai manuali dell’epoca ai testi didattici, emerge chiaramente come ogni strumento della collezione fosse una “soluzione” pensata per migliorare la vita quotidiana e l’efficienza dei processi industriali e civili.

L’iniziativa ha riscosso un particolare successo tra le scuole presenti, come testimoniato dai docenti della scuola primaria Massimo d’Azeglio di Ivrea, che hanno sottolineato come il fascino dei laboratori abbia permesso di “seminare” interesse e curiosità anche nei visitatori più giovani, rendendo accessibili e vivi concetti scientifici complessi.

L’evento ha offerto anche uno sguardo sulle tecnologie di domani. Sono state infatti presentate le soluzioni innovative per la conservazione preventiva dei beni scientifici, sviluppate in collaborazione con l’Università di Catania nell’ambito del progetto PNRR Samothrace e dal gruppo di ricerca CoMeTA-DiSAT.

Proteggere la memoria storica richiede, a sua volta, nuove soluzioni tecnologiche: un cerchio che si chiude, unendo la cura per il patrimonio del passato alla ricerca d’avanguardia del presente.

 

From ingenuity to solutions: DISAT opens the doors to its laboratories, bridging history and innovation

To mark the 2026 Technology Biennale, the Polytechnic University of Turin has once again organised ‘Politecnico Aperto’, an initiative that allows the public to enter the laboratories and discover where research takes shape. On Thursday 16 and Friday 17 April, the Department of Applied Science and Technology (DISAT) welcomed visitors with a special tour dedicated to its historical-scientific collection.

The event, divided into four sessions and entitled “From ingenuity to solutions: physical principles and applications for everyday life”, aimed to demonstrate how science is not an abstract concept, but a concrete response to humanity’s needs, in line with the central theme of the Biennale Tecnologia.

Visitors – including many young and curious people – were welcomed by the department’s researchers, supported by part-time scholarship students and curators responsible for the conservation of the historical collections. Together, they guided the public on a journey through time, showcasing objects that, created between the late 19th and early 20th centuries for practical exercises in physics courses for engineers, still form the basis of modern technologies today.

This was not merely a static exhibition. Visitors were able to watch short practical demonstrations, observing how instruments and prototypes from the University’s historical and scientific heritage worked.

These objects, recently catalogued and reorganised, bear witness to how the engineering and architectural challenges of the past were met through the application of physical principles. From manuals to educational texts, it is clear that every instrument in the collection was a ‘solution’ designed to improve daily life and the efficiency of industrial and civil processes.

The initiative proved particularly successful among the participating schools, as highlighted by teachers from the Massimo d’Azeglio primary school in Ivrea, who noted that the engaging nature of the workshops helped ‘sow’ interest and curiosity even among the youngest visitors, making complex scientific concepts both accessible and stimulating.

The event also offered a glimpse into the technologies of tomorrow. Innovative solutions for the preventive conservation of scientific heritage were presented, developed in collaboration with the University of Catania as part of the PNRR Samothrace project and by the CoMeTA-DiSAT research group.

Protecting historical memory, requires new technological solutions: a circle that closes, uniting care for the heritage of the past with the cutting-edge research of the present.

WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.36
WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.37 (1)
WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.37
WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.38 (1)
WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.38 (2)
WhatsApp Image 2026-04-22 at 12.44.38
Continua la navigazione
“Giovanni Antonio Porcheddu, Re del Cemento Armato. Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana”.
“Giovanni Antonio Porcheddu, Re del Cemento Armato. Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana”.

24 marzo 2026, ore 17.30. Ordine degli Ingegneri di Torino Corso Trento 21, Torino. Presentazione del libro “Giovanni Antonio Porcheddu, Re del Cemento Armato. Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana”. Dialogo tra gli autori Enrico Laerte Corona e Daniela Re.

Archivissima 2026 – Quello che non c’è.
Archivissima 2026 – Quello che non c’è.

Giovedì 04 giugno, ore 18:00 – Il metallo che cambiò il cielo. Tracce di Giuseppe Gabrielli negli archivi del Politecnico di Torino. Visita guidata alle collezioni storiche aeronautiche Morelli e Gabrielli (DIMEAS).